Asta di Sammezzano: il Castello non è ancora degli “Arabi”

Asta di Sammezzano: Tutti ne parlano come di una cosa certa ma la vendita non è conclusa.

L’ultima asta di Sammezzano, avvenuta lo scorso 9 maggio, non è andata deserta come le altre volte. Anzi: si sono presentate due società.

La prima è una  società con sede in Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, che precedentemente aveva fatto pervenire una busta con un’offerta per 15 milioni e 400.000 Euro. Al momento dell’apertura della busta contenente l’offerta, era presente anche il trentenne rappresentante e amministratore legale della società, Puneet Gope Shahani, il quale ha depositato il primo assegno della International Bank Qatar, per il valore della cauzione equivalente al 10% dell’offerta totale.

La seconda società è il “creditore procedente”, ossia la società che aveva acquistato i crediti vantati verso la debitrice, e che ha presentato un’istanza di assegnazione a fronte di un’offerta complessiva di 15.614.000 Euro.

La Notaio incaricata della vendita giudiziaria ha preso atto dell’istanza e ha provveduto ad una ASSEGNAZIONE del complesso di Sammezzano alla società degli Emirati Arabi, condizionata però al buon esito del pagamento.

Ribadiamo che, per ora, si tratta di un’aggiudicazione provvisoria ossia non consolidata: tutto è al vaglio degli organi competenti che devono fare le opportune verifiche sui requisiti dell’aggiudicatario.

In pratica è ancora presto per dire che questa seconda asta segna l’inizio di una nuova fase, di speranza, per il futuro di Sammezzano oppure, al contrario, per dispiacersi perché l’hanno acquistato “gli arabi”.

Al momento non si può, stando ai fatti, dire alcunché: né che l’esito dell’asta rappresenta una svolta positiva, né che l’oblio e l’abbandono termineranno a breve, e neppure che è una notizia pessima perché “in mano agli arabi chissà che fine farà”.

Ci sono ancora troppe tappe da superare.

In seguito, occorre attendere il versamento dell’intero prezzo offerto (120 giorni di tempo) e infine, (cosa molto importante) vedere se lo Stato deciderà di esercitare il DIRITTO di PRELAZIONE o meno.

Rammentiamo che il diritto di prelazione sui beni di interesse pubblico da parte dello Stato (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali – MiBACT) può essere esercitato, in base al “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”,  solo ad assegnazione/aggiudicazione avvenuta e per una cifra pari all’offerta dall’aggiudicatario/assegnatario.

In sintesi: al momento è difficile dire se la cosa sia positiva o negativa ed è ancora presto per dire che Sammezzano è “diventato arabo”.

Il vero motivo per cui sarebbe invece naturale festeggiare è che finalmente si sono presentati degli investitori disposti a intraprendere un progetto di recupero per Sammezzano. Progetto che logicamente prevederà il totale restauro del castello e, conseguentemente, la sua tutela.

Ciò premesso, l’unica cosa che si può riaffermare con forza è che, a prescindere dalla situazione emersa dall’asta di Sammmezzano, QUALUNQUE COSA ACCADA e QUALUNQUE SARA’ LA PROPRIETA’ FUTURA, noi Comitato Save Sammezzano :

  1. Presenteremo al FAI il progetto richiesto a seguito della vittoria del Castello e del Parco come “Luogo del Cuore 2016” (tra fine maggio e inizio di giugno).
  2. Lavoreremo e collaboreremo con tutti coloro che desiderano il bene di Sammezzano, soggetti privati e Istituzioni locali, regionali, nazionali.
  3. Faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità, mettendo a disposizione professionalità e canali di comunicazione, affinché sia avviato, promosso e sviluppato un valido progetto di salvaguardia, recupero e valorizzazione che contempli la fruibilità pubblica della parte monumentale del complesso di Sammezzano.

Ricordiamo che visitare Sammezzano non è al momento possibile, ovvero nessuno può partecipare a visite a Sammezzano. Quindi, purtroppo, l’unica risposta alla domanda “Sammezzano è visitabile?” è “No”.

 

Autore dell'articolo: Nunzia Pandoli

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